e-Learning: non basta la parola

eLearning: tra il dire ed il fare...

Sono ormai diversi anni che si sente parlare delle meravigliose possibilità offerte dalla formazione a distanza: flessibilità, economia di scala, personalizzazione spinta del percorso di apprendimento, asincronicità delle lezioni e così via. Via via che si diffondeva il Web e la banda larga l'entusiasmo cresceva. Ho assistito personalmente a diversi convegni in cui si dimostravano le meraviglie possibili e gli scenari futuri o futuribili. Peccato, però, che spesso si sottovalutassero alcuni aspetti che nella realtà di tutti i giorni si dimostrano ostacoli spesso insormontabili.

Una storia non proprio recente

La formazione a distanza si è evoluta nel tempo grazie ad un particolare segmento di mercato che richiedeva l'erogazione e la fruizione di corsi destinati a persone impossibilitate a raggiungere i centri formazione: abitanti periferici di province e regioni, lavoratori impegnati durante il normale orario di lezione, disabili o persone socialmente svantaggiate.
Se si vuole essere pignoli, una primo tipo di formazione distanza è stato possibile fin dall'invenzione della stampa e dei libri, ma è solo nell'ultimo secolo che si è analizzato seriamente il problema e che si è tentato di approfittare delle tecnologie disponibili per venire incontro alle particolari esigenze di chi apprendeva. Si sono, così, succedute tre generazioni di sistemi FAD: la prima facente riferimento soprattutto al sistema postale (scuola per corrispondenza), la seconda erogata tramite la televisione (mediante canali satellitari dedicati o mediante trasmissioni in orari notturni e supporto telefonico relativo) ed infine la terza basata su Internet. Nel corso dell'evoluzione si sono migliorate molte cose, ma alcuni problemi sono rimasti irrisolti.



Dal punto di vista del docente le difficoltà non sono trascurabili.

Si consideri, ad esempio, la formazione mediante teleconferenza. Tale tecnologia, a meno di far ricorso ad apparati dedicati del costo di migliaia di euro, deve essere per forza veicolata attraverso Internet o, quanto meno, attraverso una connessione utilizzante un protocollo TCP/IP in multicasting. Al fine di ottimizzare l'uso della banda disponibile il video deve essere compresso e, nel fare ciò, si introduce un ritardo che talvolta arriva a sfiorare i due minuti. Ci si ritrova, quindi, nella paradossale situazione di spiegare un argomento che raggiungerà gli utenti solo uno o due minuti più tardi. Qualora gli utenti desiderassero fare delle domande, a seconda della tecnologia utilizzata per il feedback, queste arriverebbero al docente con quattro minuti di ritardo. Sempre per economia di banda, il docente non ha a disposizione un feedback visivo degli utenti che stanno seguendo le sue lezioni: verrà, così, a mancare completamente l'importante contatto che permette spessissimo di "aggiustare" la lezione in base alle reazioni della platea.

Convertire un insegnamento tradizionale non è così semplice.

Prendendo, sempre, ad esempio la metodologia che utilizza la videoconferenza, è facile immaginare come al docente venga richiesto un ritmo maggiore e una comunicativa tale da "bucare il video". Egli dovrà evitare discorsi lunghi e astratti per limitare al massimo la noia dei fruitori del corso che potrebbero scambiare la lezione per un programma televisivo e, quindi, automaticamente assumere un atteggiamento passivo e meno attento, proprio l'opposto di ciò che si prefigge l'eLearning. Il docente, inoltre, dovrebbe tentare di "scomparire" a favore della classe, promuovendo l'apprendimento di gruppo di studenti e privilegiando i compiti di amministrazione e tutoraggio degli alievi.

Si tratta di una piccola rivoluzione copernicana: non tutti sono pronti.

Proprio per familiarizzare con questi nuovi concetti sarebbe meglio adottare dei sistemi ibridi di formazione integrata che affianchino la didattica faccia a faccia integrandola sempre più con strumenti di interattività sincrona e asincrona. Questo processo, che andrebbe operato gradualmente per permettere ai docenti di assimilare completamente le possibilità e le caratteristiche delle piattaforme di apprendimento a distanza viene spesso, però, impedito dagli alti costi di tali prodotti software.

Per fortuna esistono delle soluzioni a basso costo

Basate su sistemi gratuiti e aperti (Open Source), possono agevolare questa transizione permettendo a qualsiasi realtà, con una minima spesa, principalmente dovuta al supporto tecnico e alla formazione di base, di poter iniziare il cammino di conversione ai più moderni metodi di apprendimento integrato. Gli insegnanti possono, così, concentrarsi su quelle che sono le sfide comunicative e didattiche, delegando ai tecnici tutti quelli che sono i problemi connessi con il particolare mezzo tecnologico, cooperando eventualmente per migliorare la piattaforma di base utilizzata.